LA BAND PIÙ PERICOLOSA DEL GIAPPONE – HANATARASH, TRA ARTE E DISTRUZIONE

Il XX secolo è costellato da infinite sottoculture che, anni luce dai circuiti mainstream, hanno fatto della propria ribellione una questione sociale, di appartenenza, riuscendo a creare immaginari collettivi diventati nel tempo emblemi di stile e di modi di pensare, diversi da quelli convenzionali. Ogni nazione, si sa, ha la propria quota trasgressiva, dagli Usa, all’Europa, passando per l’Asia. Ed è proprio in Giappone che tra la fine degli anni’70 e l’inizio degli ’80 è emersa una nuova scena esplosiva: la Japanoise.
Era la fine del 1978 quando i degenerati Sex Pistols si scioglievano definitivamente, portando via con sé la forza inarrestabile e (apparentemente) immortale del Punk. Ma è in quello stesso anno che questo movimento prende piede proprio nel paese del Sol Levante, probabilmente l’unico che non avremmo mai immaginato. In particolare la scena Punk vede il suo maggiore sviluppo tra Tokyo ed Osaka, dando vita a una variegata scena locale ricchissima ed interessantissima, articolata nei più disparati generi e sottogeneri immaginabili, strettamente interconnessi tra loro.
Ed è proprio seguendo l’ondata di queste correnti che tantissimi giovani giapponesi s’improvvisarono musicisti nel buio dei loro garage, ponendo le basi di una delle scene musicali più misteriose della storia moderna giapponese.
In quegli anni il boom economico aveva portato molto al Giappone, tra tecnologia e sviluppo, così, mentre il mondo si abituava ai grattacieli luccicanti e al futurismo di Tokyo, una cultura underground si era sviluppata nelle ombre e negli scantinati.

 

Ma che cos’è la musica Noise? La maggior parte di voi non saprà rispondere con una definizione ben precisa (anche perché non c’è), ma, se avete anche un minimo interesse per il Punk Rock è probabile che abbiate sentito parlare della storia leggendaria di questa corrente artistico-musicale. Conosciuto come Noizu (rumore), questo genere in realtà affonda le proprie radici nella culla europea ma è stato portato all’apice dalla cultura “clandestina” giapponese e rincarato con una buona dose di stranezza made in Japan. In effetti la scena noise giapponese si è sempre distinta per la totale originalità delle proposte e la forte identità degli artisti che la rappresentavano. Si potrebbe affermare anzi che il noise contemporaneo venga proprio dal Giappone, e che lì abbia attraversato i suoi momenti più felici e conosciuto alcuni tra i cambiamenti più significativi della propria evoluzione. A livello musicale questo genere fonde al suo interno una miscela di influenze Punk, Free Jazz, elettroniche e soprattutto un volume assoluto con pezzi che spesso viaggiano a velocità supersoniche. Sudato, sanguinante e violento è completamente in contrasto con l’immagine fredda, calma ed elegante della Tokyo climatizzata che tutti conosciamo. Anche in fase di composizione, questo genere di musica si basa su emotività ed istantaneità. La mancanza di un tempo, di un ritmo, di una melodia, di un armonia o di un qualcosa che sia soltanto riconducibile a una canzone, rende questa musica adatta al fluire del pensiero libero, improvvisando con una ferocia diversa da quella dell’Hard Rock o del Punk, e un caos diverso da quello del Free Jazz.

 

         

Ciò che gli esponenti del Japanoise hanno portato sul palco potrebbe essere chiamato semplicemente “rumore puro”, da una parte, non volendo altro che spingere per vedere quanto potesse essere estremo il Rock n ‘Roll, e volendo comunicare qualcosa dall’altra. Hijokaidan e Merzbow prima e gli Hanatarash e i Gerogerigegege poi, sono stati questi i gruppi che hanno contribuito a far entrare il Giappone nella scena internazionale con un ruolo importante nella musica Noise d’avanguardia.
In particolare gli Hanatarash sono ancora oggi considerati come una delle band più pericolose che siano mai esistite. Hanatarash, che in giapponese significa “moccioso”, è stata la creazione di Yamantaka Eye, artista visivo e performer giapponese che decise di formare la band come “sbocco artistico” delle proprie emozioni negative. Eye voleva stupire il suo pubblico e creare un’atmosfera piena di disperazione e disagio.

 

Le performance artistiche estreme resero ben presto leggendario il gruppo industrial – noise: dal taglio di un gatto morto a metà con un machete, a lanci di lastre di vetro al pubblico, con le luci del locale distrutte, gli estintori svuotati, la spazzatura e il pesce crudo sparpagliati, e i membri della band che urinavano sul palco. Quello a cui si poteva assistere ad uno spettacolo degli Hanatarash era una roulette russa. A parte gli strumenti convenzionali, la band usava una varietà di oggetti insoliti che producevano rumore, tra cui trapani, utensili elettrici e macchinari pesanti mentre l’artista si dimenava in modo convulso, si lanciava sul pubblico, emettendo urla violente. Lo spazio era invaso dal suono, con un gioco di riverberi e risonanze che mettevano in dialogo i vari dispositivi. Una danza travolgente, quasi mistica, che si rifà alla militanza del filone Punk e Hardcore.

 

Le loro esibizioni toccarono probabilmente l’apice quando Eye si legò una sega circolare sulla schiena, tagliandosi quasi una gamba o quando, in un concerto a Tokyo, agli spettatori fu richiesto di firmare una liberatoria che esentava il gruppo da responsabilità nel caso qualcuno rimanesse ferito o ucciso durante il concerto. Ma ogni spettacolo alzava la posta, diventando sempre più selvaggio, fino a quello che mise fine alla serie di performance estreme della band. Eye alla guida di un bulldozer distrusse il locale e una molotov venne lanciata sul palco. L’atto scioccò sia il pubblico che gli inconsapevoli proprietari del locale. La sala da concerto subì gravi danni e la polizia arrestò Eye che trascorse diversi mesi in prigione. Come previsto, non ci volle molto prima che la band venisse bandita da tutte le live-house del Giappone riacquistando il permesso di esibirsi solo negli anni ’90.

 

Grazie al suo impavido tuffo nel mondo (relativamente) sconosciuto del rumore, del Punk e della performance, il frontman Yamataka Eye si è guadagnato così la reputazione di essere un “eroe” della musica underground ottenendo apprezzamenti in tutto il mondo per i suoi progetti musicali e per i suoi dipinti ispirati al dadaismo, continuando un’impressionante carriera artistica e formando, dopo gli Hanatarash, i Boredoms, leggendario collettivo di alternative rock, ipnotico, febbrile e visionario (attivo ancora oggi) che ha vantato collaborazioni con alcuni dei più grandi nomi nel mondo della musica degli anni ’90, tra cui Nirvana e Sonic Youth. Mai realmente emerso dall’underground, il percorso di Eye , tra anarchia, improvvisazione e caos più sfrenato, si inscrive perfettamente nei concetti di libertà che rappresentano il filo che collega l’attitudine Punk a quella Noise. Fisicità, spontaneità e vocalizzi dissonanti sono gli elementi essenziali della sua unicità espressiva.

 

L’avventura degli Hanatarash, ormai consacrati a mito, ha ispirato con la sua estetica del rumore, non più considerato solo come elemento di disturbo, ma come forma di espressione, molti artisti della scena musicale underground giapponese e non, i quali hanno continuato, nel corso degli anni, la tradizione di scandalosi spettacoli dal vivo anche se nessuno di loro è mai stato così coraggioso da orchestrare un’autentica distruzione come quella con il bulldozer.

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