LSD EXPERIENCE – LA SOSTANZA CHE HA CAMBIATO LE SORTI DELLA MUSICA E NON SOLO

Sono numerosissime le esperienze che personaggi celebri hanno avuto con le droghe nel corso della storia.
La dose di mescalina consumata da Aldous Huxley raccontata nel suo libro Le porte della percezione del 1954, è una. Le visioni di oppio del 1860 di Charles Baudelaire elencate ne I Paradisi Artificiali, un’altra.
Ma l’esperienza più intensa è così famosa da avere un compleanno, il 19 aprile 1943, giorno celebrato universalmente come il Bicycle Day : il giorno in cui è avvenuto il primo “trip acido” al mondo. 
La vicenda è ormai leggendaria.
Il chimico svizzero Albert Hofmann, nei laboratori dell’azienda farmaceutica Sandoz, attraverso delle gocce cadutegli sulla mano, 
assume accidentalmente un composto da lui stesso sintetizzato, derivante da una muffa della segale. Si tratta dell ‘LSD-25 (venticinquesima dietilammide dell’acido lisergico), una delle molte molecole sintetiche create nella ricerca di Hofmann per prevenire l’emorragia post-partum. Ore dopo, andando verso casa, il mondo a un tratto ” luccicava “. L’uomo, che con il suo studio stava solo cercando di impedire la morte delle donne durante il parto, aveva inconsapevolmente creato quello che sarebbe diventato l’allucinogeno più amato del mondo.

       

Completamente inesperto di droghe e certamente confuso, Hofmann tre giorni più tardi, decide di sperimentare la sostanza su se stesso per approfondire ulteriormente. Calcola un dosaggio soglia ma, per errore, ne assume una dose piuttosto forte. Il primo acid trip della storia, così, fu tutt’altro che divertente. Pedalando sotto LSD, Hofmann inizia a provare un forte stato di allucinazione, ” Un demone mi aveva invaso, preso possesso del mio corpo, della mente e dell’anima “, e poi, raggiunto il divano di casa, dopo un momento di spavento ” Visioni meravigliose, piacevoli e persistenti, giochi di forme e colori caleidoscopici, immagini fantastiche che mi comparivano davanti agli occhi chiusi alternandosi in un flusso costante”. L’ultima cosa che poteva aspettarsi era che questa sostanza potesse mai trovare applicazione e successo come droga ricreativa, poiché le speranze dello scienziato erano che l’LSD potesse essere per la psichiatria ciò che il microscopio è per la biologia, uno strumento per sondare la mente. Un compito, non un piacere.
Nel giro di qualche anno, con grande disappunto di Hofmann, l’LSD si diffonde in maniera spropositata prima in tutta America e in Europa poi (era legale, lo si poteva produrre e consumare liberamente), facendo scoprire alla cultura occidentale i poteri di una sostanza capace di alterare la percezione e aprire le porte a una realtà potenziata. La scoperta di Hofmann quindi ha una storia che va al di là del fenomeno droga, con un impatto incredibile e rivoluzionario a livello socio-culturale.

L’acido lisergico è ovunque: diventa di moda nei circoli intellettuali, tra artisti, scrittori e star di Hollywood, tutti desiderosi di sperimentare le visioni e le fortissime alterazioni che quel composto è in grado di dare, nell’ambiente della psicanalisi e addirittura è oggetto di esperimenti condotti dalla CIA sui militari (il cosiddetto progetto MK-ULTRA) nel tentativo di controllarne le menti, per poi esplodere nella comunità Rock di quegli anni e nella cultura Hippie, di cui è diventato manifesto e principale motore, dando il via a una vera e propria “cultura” del trip
L’LSD diventa popolare, come strumento di esplorazione cosmica, soprattutto grazie allo psicologo (e professore di Harvard, l’università più prestigiosa d’America) Timothy Leary, guru della rivoluzione psichedelica e principale promotore della diffusione alle masse delle sostanze psicoattive, considerate da lui come il futuro dell’evoluzione umana: un passaporto per l’espansione della coscienza.

          

San Francisco, invece, diviene il fulcro vitale di una scena musicale dove si cominciano a legare i riff di chitarra ai trip di acido, in un mix indissolubile di Rock’n’Roll e serotonina che si sarebbe presto diffuso in tutto il paese. Nel contesto culturale dell’America degli anni ’60, in cui si assiste ad uno dei più grandi massacri della storia, la guerra del Vietnam, dove migliaia di soldati sono mandati a morire, comincia a respirarsi nell’aria il desiderio di evadere da questa realtà traumatizzante. La voglia era quella di rompere gli schemi e infrangere qualsiasi regola nel male ma soprattutto nel bene. Artisti, poeti e scrittori si ribellarono e cercarono di vivere liberamente un’esistenza priva di tabù e fondata sull’espressione, sulla creatività e sullo scambio di idee. Inizia così una migrazione verso Haight Ashbury, quartiere di San Francisco che si estendeva sulle colline della città californiana. Mentre la guerra in Vietnam annunciava il suo fallimento, la risposta dei giovani era nella nascita di una nuova controcultura. Si predicavano l’amore, la pace, l’uso degli acidi uniti alla musica, per aprire le porte della mente, che con l’LSD si spalancavano in viaggi impensabili.

                

Tra concerti e manifestazioni il mito del quartiere più liberale del mondo esplode nelle radio e nelle televisioni. È un vero e proprio pellegrinaggio: circa 100.000 ragazzi giungono nel distretto di San Francisco per evadere dalla realtà, tra musica e LSD. In questo periodo un gruppo di giovani artisti, detti “Merry Pranksters”, influenzati dalla Beat Generation, da origine a una nuova moda underground: nascono gli Electric Kool-Aid Acid Test, una serie di party ed happenings creati appositamente per esplorare le nuove regioni della mente tramite l’uso dell’acido. Questi shows, che si tenevano nella San Francisco Bay Area, presto si tramutarono in vere e proprie feste itineranti su un pittoresco scuolabus, diffondendo gratuitamente la popolare bevanda in polvere a base di aranciata, la Kool Aid, con aggiunta di LSD, nei campus della California e all’interno di eventi organizzati spontaneamente e basati sulla condivisione e l’esplorazione di questi stati di coscienza modificati.

L’idea di questi party fu dello scrittore Ken Kesey con lo scopo di proseguire gli esperimenti con l’LSD a cui aveva partecipato come cavia presso un centro di igiene mentale per cui lavorava.
La parola d’ordine diventa quella scritta sui flyers che pubblicizzano le feste: “Can you pass the Acid Test? “, come se si trattasse di un test universitario, una sorta di prova d’esame “lisergica” in cui venivano sperimentate tecniche di meditazione orientale, condivisione di tempi e spazi di liberazione, per la quale veniva addirittura assegnato un diploma di partecipazione. Questi eventi costituirono il prototipo dei grandi festival destinati a fare epoca, come Woodstock, ma anche una bozza di quella che sarà la futura discoteca e getteranno le basi principali della filosofia Hippie, ossia la vita in comune, la sperimentazione psichedelica e la disinibizione sessuale. 

            

Il movimento Hippie e la sua controcultura ben presto si definiscono qualcosa di molto serio e nel giro di pochi mesi passano da semplice pulsione generazionale a vero e proprio fenomeno di massa. La società inizia ad accorgersi di questi giovani che vestono in modo bizzarro e predicano pace e amore, consigliando l’esperienza psichedelica. Esperienza da cui passarono tutti.

Gli effetti dell’LSD incantarono milioni di studenti americani e inglesi, artisti come Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, insospettabili personaggi come Cary Grant, Federico Fellini e Stanley Kubrick, ma anche musicisti come i Rolling Stones, i Beach Boys, i Grateful Dead e i Jefferson Airplane, Carlos Santana, Janis Joplin, Velvet Underground, Pink Floyd e un giovanissimo e (ancora) sconosciuto chitarrista chiamato Jimi Hendrix con i suoi The Jimi Hendrix Experience e molti molti altri.

Anche i Beatles nel ’67 lanciarono “Lucy in the Sky with Diamonds” che già nel titolo richiama l’acronimo della sostanza, mentre Jim Morrison battezzò il proprio gruppo The Doors in omaggio ad Huxley e al suo libro The Doors of Perception .

         

Proprio la letteratura Beat è una delle maggiori fonti di ispirazione per gli artisti che, durante i raduni, attraverso l’uso dell’LSD, cercavano di mettere in musica le teorie di questi studiosi, e nei quali l’acido lisergico era distribuito a bassissimo costo (e le droghe pesanti, come l’eroina, erano proibite). Nei testi delle canzoni iniziano così a comparire i primi riferimenti all’uso degli acidi e si inizia a parlare di “Acid Rock”. 

Tuttavia, lo stato della California decide di mettere un freno a questa dilagante nuova realtà e, nell’ottobre del ’66, dichiara illegale l’uso dell’LSD mettendo in atto una vera e propria repressione del misticismo chimico.                 
Il movimento Hippie viene colpito direttamente ma reagisce a un modo suo.
Dopo quest’evento, infatti, avviene la vera esplosione della psychedelic music. I concerti e i festival diventano sempre più frequenti e le persone coinvolte aumentano di conseguenza, raggiungendo il culmine in quella che, appunto, passerà alla storia come la “Summer Of Love”, che fa conoscere al mondo quello che stava accadendo a San Francisco.

Ovviamente come tutte le belle storie, dopo poco tempo, l’estate dell’amore esaurisce la sua fiamma e ciò che resta è la desolazione di ciò che ha bruciato. Chi ha esagerato con le droghe fottendosi il cervello o lasciando prima del tempo questo mondo, chi è morto di fame, i resti sono sono anche quelli di un movimento che ha cantato ideali di pace e fratellanza, ma che presto si è reso conto dell’utopia e della degenerazione che comporta l’assenza di regole.
Dopo mesi di concerti, raduni, feste e spettacoli, Haigh Ashbury inizia a svuotarsi, ritornando ad una realtà che pare ancora più grigia della precedente.   
L’LSD ben presto viene diffamato: le tre lettere diventano sinonimo di psicosi, suicidio e danni cerebrali permanenti e messo definitivamente al bando e al divieto di nuove sperimentazioni dall’Onu, nel ’71. Il movimento Hippie così, in poco meno di sei mesi, firma il proprio declino e il 6 ottobre del ’67, un anno dopo che l’acido è stato dichiarato fuori legge, viene celebrato il “funerale Hippie” che mette fine alla folgorante Summer of Love.

                 

L’LSD è scivolato così nel mondo dell’illegalità e dei rave party, apparentemente destinato a restare lì per molti anni, simbolo di un’epoca, assieme alle camicie a fiori, fino alla sua riscoperta. Infatti dopo essere stato considerato per mezzo secolo, dalle leggi di tutti i paesi del mondo, come una delle sostanze più pericolose e paragonato a droghe pesanti come anfetamine ed eroina, le cose finalmente stanno cambiando e ci sono diversi segnali a dimostrarcelo, segnali che probabilmente anticipano l’arrivo di una nuova era, quella del “Rinascimento Psichedelico”.
La comunità scientifica in effetti negli ultimi anni ha segnato un netto cambio di pensiero sostenendo il basso livello di rischio dell’LSD rispetto ad altre sostanze (legali e illegali) e rimarcandone i recenti successi sia a livello terapeutico che scientifico. C’è quindi la possibilità che si apra una breccia nel radicato proibizionismo sull’acido lisergico? È ancora presto per dirlo, ma a sostegno di questa tesi in alcuni paesi il consumo di LSD è stato depenalizzato e, nel 2015, è emerso un nuovo eccentrico trend nella Silicon Valley, l’anima e il corpo delle più grandi aziende di tecnologia informatica, dove pare che un crescente numero di professionisti, tra imprenditori, programmatori e creativi, in sostituzione del classico caffè, ha iniziato a prendere micro-dosi di LSD, per incrementare creatività e produttività. Sempre più in molti assumono queste micro-dosing  per migliorare la propria performance lavorativa, con ottimi risultati grazie a un’amplificazione dei sensi senza arrivare all’effetto pienamente psichedelico, insomma, quantità troppo lievi per farsi un “viaggio”, ma sufficienti per stimolare idee e dinamismo in chi le prende.

             

Non a caso visionari come Bill Gates e Steve Jobs hanno dichiarato più volte nel corso della loro brillante carriera di avere fatto uso di LSD, ispirati nel loro lavoro dall’esperienza psichedelica, un’esperienza profonda e tra le più significative della loro vita. Lo stesso Albert Hofmann, tra l’altro, ha assunto la sostanza in dosi minime fino all’età di 96 anni e ha vissuto fino a 102 anni (più di tanto male quindi non deve avergli fatto). Infine, come accadeva negli anni ’60, anche oggi c’è una piccola ma devota comunità di scienziati, ricercatori, spirituali e artisti che indaga sul valore dell’acido lisergico continuando la ricerca psichedelica. Recenti esperimenti scientifici hanno dimostrato che l’LSD creerebbe un’effettiva espansione della coscienza, ampliando la sua attività e mettendo in connessione diverse parti del cervello, scardinando quindi l’idea che gli psichedelici siano un fattore di rischio per la salute mentale. Così ora gli esperti chiedono di riclassificare queste “droghe” perché in effetti droghe non sono, dato che, oltre che allo scopo ricreativo, potrebbero addirittura portare beneficio nel trattamento della dipendenza e di altre patologie.

Insomma quella dell’LSD è una vicenda incredibile e appassionante che attraversa tutto il secondo Novecento fino ai giorni nostri, tra underground e mainstream, tra storia e Cultura Pop, scienza e spiritualità. Oggi il mondo guarda all’LSD come una delle frontiere più promettenti preparando forse una rivoluzione culturale ulteriore, quella della rivalutazione di queste sostanze anche nella pura e semplice ricerca intellettuale e spirituale, un passaggio a cui la nostra società, ancora un bel po’ bigotta, non è ancora pronta, ma che oggi, come lo stesso Hofmann quasi non osava sperare, appare almeno plausibile, anche se la strada per sostituire il tanto amato caffè è ancora lunga.

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